Le nostre beghe su facebook sono musica per le orecchie dell’Isis.

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Ho analizzato le reazioni di ognuno di voi dopo l’attentato .

Sono riassumibili in tre macro categorie .

1) Ammazziamoli tutti.

2) E’ colpa nostra e del petrolio.

3) Silenzio e preghiera.

Poi ci sono quelli che non si sono accorti di niente ma li’ il problema è psichiatrico e non mi dilungherei.

Ognuna di queste posizioni nasce soprattutto dalla propria idea politica , diciamo che La destra vuole la guerra totale, la sinistra fà autocritica e il blocco cattolico aspetta e prega .

Sono posizioni banalizzanti, mi rendo conto, ma serve per semplificare e capire quello che succede ormai da dieci anni ad ogni attentato o evento delittuoso legato a criminali islamici.

Si ripete sempre lo stesso dibattito, più o meno feroce a seconda della gravità dell’attentato.

E con quello che è successo a Parigi ho visto veri e propri scannamenti fra i diversi blocchi di opinione occidentali e amicizie ventennali finire in un escalation di commenti acidi su facebook.

La cosa a mio avviso penosa della questione è che questo dibattito è più sterile del deserto del sahara , alla fine ognuno rimane arroccato sulla propria posizione e mai e poi mai darà ragione all’avversario , in tipico stile guelfo\ghibellino che fà parte della nostra cultura fino in fondo .

E questo fà il paio con l’atteggiamento dell’occidente nei confronti del terrorismo islamico , siamo nè più nè meno allo stesso punto di trent’anni fà.

Lo sbaglio più grande che continuiamo a fare è quello di considerare il terrorismo come un’affare tra “noi” e “loro” quando in realtà questa è solo una delle tante sfaccettature di una lotta totalmente intestina al mondo islamico.

Siamo davanti a una sfida sanguinosa che risale agli anni Ottanta tra concezioni radicalmente diverse dell’islam.

Se la giocano le potenze del mondo arabo (Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Iran, paesi del Golfo ecc.), noi ne siamo coinvolti a causa dei nostri interessi economici in quell’area .

Questa guerra continua cambia costantemente forma e attori dal Gia algerino degli anni Novanta alla Jihad islamica egiziana, fino ad al-Qaida e l’Isis.

E’ un mondo molto fluido e difficile da comprendere ma, in estrema analisi e banalizzazione, possiamo dire che la lotta è fra la visione integralista dell’islam e quella moderata , con tutte le sottoculture possibili e immaginabili.

Quello che sappiamo per certo è che gli attentati in occidente sono una costante e che nell’epoca della comunicazione stanno crescendo in numero e in gravità.

Qualcuno pensa che l’obiettivo degli attentati di Parigi fosse punire Hollande per il suo intervento aereo in Siria, un’atto di guerra verso l’invasore.

Si , è vero, ma il destinatario del messaggio non è Hollande e il suo governo , il destinatario siamo noi , l’opinone pubblica europea tutta.

Non è un’atto di guerra vero e proprio, è una provocazione.

L’isis è una formidabile macchina comunicativa e sà perfettamente usare a suo favore le dinamiche psicologiche di massa di un’occidente tutto sommato debole da questo punto di vista a causa della sua pluralità di pensiero.

E la provocazione dell’isis è riuscita eccome , basta guardare le nostre bacheche facebook. Oggi siamo più divisi che mai.

La pressione generata sull’opinione pubblica serve a spingerci fuori dal Medio Oriente, che rappresenta la vera posta in gioco. L’ideologia dell’isis è sempre stata chiara su questo punto: creare uno Stato laddove gli Stati precedenti sono stati creati dagli stranieri quindi sono “impuri”.

Una volta chiarito per bene che la guerra non è fra Occidente e Islam ma tra Islam moderato e integralista occorre decidere il da farsi perchè L’isis non difetta nè di armi nè tantomeno di volontari e continuerà nella sua azione terroristica finchè gli impuri non se ne saranno andati dalla terra di Maometto .

Quindi, volenti o nolenti, siamo chiamati a prendere una decisione : combattiamo o lasciamo il medioriente e che se la vedano fra loro ?

Lasciare il medio oriente sarebbe come dare un’investitura all’Isis che avrebbe “sconfitto gli infedeli” e verrebbe osannato dalle masse ( il populismo funziona in tutto il mondo ) con conseguente presa del potere in tutta l’area mediorientale .

Saremmo poi felici di avere come vicino di casa un Califfato che applica la Sharia ?

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Ecco perchè l’unica soluzione che possiamo scegliere è la guerra all’isis.

L’isis è un esercito atipico e anche il terreno di scontro è atipico e per tanto ci vuole una guerra atipica , diversa da tutte quelle combattute fino ad oggi .

La prima cosa da mettere in campo è lo sforzo di intelligence, quello che è mancato evidentemente in Francia, il coordinamento fra polizie non puo’ essere un optional.

In secondo luogo dobbiamo assolutamente evitare di ghettizzare la comunità musulmana europea , milioni e milioni di persone che ormai , piaccia o no , vivono qui anche da due o tre generazioni.

Se li additiamo come i responsabili di tutto il male del mondo , indistintamente , faranno quadrato intorno alla loro comunità ed il terreno per gli arruolatori di foreign fighters sarà quanto mai fertile.

Per fare questo pero’ serve anche la collaborazione della parte moderata di questi immigrati musulmani e qui vengono i dolori . E’ un dato di fatto che allo stato attuale l’integrazione di queste comunità sia molto molto scarsa e la comunicazione da e verso il loro mondo è deficitaria.

Spetta a loro fare un passo in questa direzione e a noi accettare l’apertura di un dialogo .

A tal proposito non sarebbe male vedere una manifestazione di piazza in tutte le capitali d’europa organizzata e soprattutto partecipata in massa dalla stessa comunità musulmana .

In secondo luogo bisogna fare fronte comune in occidente. America Europa e Russia devono necessariament parlare la stessa lingua e formare una coalizione definitiva che possa far partire l’offensiva di terra in Siria.

E questa coalizione oltre all’occidente deve includere Assad e i ribelli che adesso , dopo anni di atrocità devono per forza far fronte comune contro l’isis .

Per fare questo servirà un lavoro diplomatico lento e faticoso ma non c’è altra via , tutti devono ingoiare la propria fettina di m…a altrimenti L’isis continuerà a fare il terzo che gode fra i due litiganti .

Senza procedere attraverso questa via crucis della diplomazia il bombardamento “spot” delle singole nazioni , Francia Russia e America ottiene l’effetto opposto: rafforzare l’isis .

Sarà durissima e nel frattempo ci saranno altri attentati, è certo.

Ma noi dobbiamo iniziare a fare terra bruciata attorno ai fondamentalisti qui, in Europa, coinvolgendo seriamente le comunità islamiche o costruiremo noi stessi il consenso per il califfato.

Invece di dividerci come vorrebbe L’isis , facciamo quadrato.

Anche i commenti e i post su facebook di ognuno di noi hanno un ruolo in questa guerra.

E’ una questione di intelligenza e strategia , non di buonismo .

Tieniti pure i nostri soldi , Tsipras . Sei troppo un figo !!

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Eroe Grco

Smettetela di credere alle favole.
Smettetela di condividere minchiate su Tsipras .
Smettetela di contribuire a questa orchestra di voci dementi.
Non solo per voi stessi ma soprattutto per chi vi legge e che magari ha stima del vostro pensiero.
Se è vero che una bugia ripetuta mille volte diventa realtà , evitate di unirvi al coro , evitate di avere sulla coscienza questo scempio. Perché di questo si tratta.
La Grecia non stá combattendo una battaglia per il bene dell’umanità contro la Merkel , la Troika , Goldman Sachs o la Spectre.
La Grecia si è indebitata con i vostri soldi e adesso non ve li vuole rendere .
Punto .
Chi vi dice il contrario lo fá solo per il proprio miserabile tornaconto politico .
Tifare per il popolo greco affinché mandi a farsi fottere l’Europa è facile , alla fine che cosa rischiate , voi , personalmente ?
Ma provate a farvi queste domande :
Vorreste la stessa cosa per l’Italia ?
Vorreste la bancarotta ?
Vorreste gli scaffali dei supermercati vuoti , la disoccupazione alle stelle e gli ospedali senza corrente ?
Perché di questo si tratta .
Tifare per il No al referendum greco è romantico ?
Forse si , se non si ha minimamente idea del perché la Grecia sia nella merda più completa .
Se non si sá che hanno falsificato i bilanci per entrare nell’euro .
Se non si sá che hanno un assistenzialismo peggiore di quello siciliano (!) .
Se non si sá che hanno il record di evasione fiscale ( si , riescono a fottere più di noi ).
Siamo alla follia .
Abbiamo demonizzato a tal punto l’Europa che addirittura facciamo il tifo per un nostro debitore che vuole tirarci il pacco !!
Questo perché per noi italiani i soldi pubblici non ci appartengono , siamo talmente abituati a farceli rubare direttamente dalle buste paga che ci siamo rassegnati a considerarli “persi”.
Quindi , perso per perso , tifiamo per un popolo simpatico e cialtrone , proprio come noi.
Allora mettiamola così :
Se voi prestate 10.000 euro a un vostro condomino , uno greco magari , e lui invece di pagare bollette e spese  condominiali ( motivo per cui gli avete prestato i vostri soldi ) li spende in puttanate immani .
A quel punto , magari un po incazzati , chiedete la restituzione dei vostri soldi
In tutta risposta ricevete un bel dito medio .

Una faccia , una raccia , un bel dito medio .

Una faccia , una raccia , un bel dito medio .

Fate ancora il tifo per lui ?

Ehi , Ehi ! Che fine ha fatto la vita che ci era stata promessa ?!?

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DAn Bilzerian 1

Stanotte mi sono svegliato , tutto sudato e mi sono chiesto : “Per quale cazzo di motivo , alla soglia dei 40 anni non sono nemmeno minimamente vicino alla qualità di vita che mi ero immaginato da bambino ? E perchè non lo è neppure nessun conoscente di questa mia generazione ? ”

Ho provato a dare colpa alla crisi , ai cinesi , ad al-qaeda e il loro maledetto 11 settembre , all’immigrazione selvaggia ed al governo ladro .

Ma sono giunto ad un altra conclusione

Ovvero che siamo una generazione di sfigati , di viziati senza spina dorsale , di molluschi in moncler .

E la cosa incredibile è che i nostri genitori si sono pure fatti il culo per permetterci questo .

La parola chiave dei discorsi dei miei genitori era “Sacrificio” .

All’epoca , cioè quando ero bambino , mi spaventava un po’ , la collegavo ai sacrifici umani tipo Abramo e suo figlio Isacco ma in realtà il significato era molto più pratico e meno sanguinolento .

” Facciamo i sacrifici per voi , per farvi studiare , per farvi avere una bella casa etc.etc.” ed era vero , verissimo .

Infatti per i nostri genitori il cambio dell’auto era un’evento epocale (2 volte , max 3 , nella vita causa raggiunti limiti fisici del veicolo ) , la pizza una volta al mese se tutto andava bene , l’aperitivo semplicemente non esisteva .

La loro vita era il lavoro , fastidiosamente interrotto dal tempo libero che era fatto di grandi riunioni familiari alla domenica (per i più audaci magari lo stadio ) , feste di paese d’estate e lunghi inverni davanti alla televisione .

Nessuno si sentiva “povero” perchè questo stile di vita li portava ad accumulare un piccolo\grande gruzzoletto in banca o in immobili che non si sarebbero mai sognati di avere in gioventù.

Nessuno esibiva la ricchezza , tutti esaltavano la virtù del lavoro e della sobrietà .

Per noi è tutto diverso .

Siamo cresciuti con l’idea , sacrosanta , che saremmo stati meglio dei nostri genitori , in fondo non si sono sacrificati proprio per questo ?

Quindi questo vuol dire lavorare meno e godersi di pìù la vita .

Ed è prorpio così che è andata .

L’aperitivo , l’i-phone , la macchina , le “due cazzatine da H&M ” , la pizzata con gli amici , il cinema , la spesa al biologico , il calcetto , la colazione al bar , la pausa pranzo al ristorante etc. etc.
Alzi la mano chi pensa che questi siano Lussi .

Ecco , in un’ipotetica riunione transgenerazionale , le mani alzate sarebbero quelle degli over 60 , non di certo le nostre .

E nonostante questo , noi ci riteniamo “poveri”. Perchè ci manca sempre un qualcosa .

Il viaggio a natale che hanno fatto i nostri amici , la casa che vorremmo , il Range Rover Evoque di sto cazzo che esibisce quella stronza della vicina o le tette nuove di mia cugina che ha sposato quello giusto .

Nel più grande post di tutti i tempi ( http://waitbutwhy.com/2013/09/why-generation-y-yuppies-are-unhappy.html ) questo meccanismo è spiegato alla perfezione .

Il fatto è che noi ci sentiamo in diritto di avere un’esistenza speciale , fin da bambini ci è stato detto ” da grande potrai essere quello che vorrai” , è vero o no ?

E di fronte ad uno stimolo del genere uno a cosa pensa ? Che come minimo deve diventare come Dan Bilzerian ( se non conosci Dan Bilzerian , evita di farti del male cliccando quà https://www.facebook.com/danbilzerianofficial?fref=ts ) , non di certo a fare un’onesta vita da lavoratore .

Ecco , il punto è prorpio questo : noi abbiamo delle aspettative enormi nei confronti della nostra esistenza .

Ci aspettiamo che succedano cose importanti , che la nostra carriera lavorativa sia uno scoppiettare di successi e che la nostra vita amorosa sia una cavalcata trionfale nel giardino dell’eden . Il tutto , magari , senza sbattersi troppo che altrimenti “che cazzo vivi a fare se lavori e basta ?”.

Sfortunatamente per noi , la formula della felicità è e rimane sempre la stessa :

FELICITA’ = REALTA’ – ASPETTATIVE .

Se le realtà nella quale viviamo non è all’altezza delle aspettative che ci siamo creati ( nel nostro bel cervelletto anni ’80 , tutto spot e donnine sorridenti ) le cose non si mettono bene .

L’esatto opposto dei nostri genitori , che non si aspettavano niente dalla vita e si sono ritrovati nel benessere grazie al mix sacrifici + duro lavoro .

Adesso che la nostra generazione si affaccia ai 40 comincia lentamente a prendere coscienza del fatto che le lancette scorrono sul serio , che non siamo più ventenni con tutta la vita davanti e che quello che abbiamo combinato fin qui non ha corrisposto le nostre famose aspettative .

Quindi ? che si fà adesso , cari amici della mia generazione di Cicale ?

La risposta pare essere proprio quella parola che da bambino mi spaventava tanto e che , a dire il vero , mi spaventa ancora oggi : Sacrifici .

Il nostro stile di vita è semplicemente insostenibile e se vogliamo tornare a guardare al futuro con un po’ di ottimismo ( non quello rincoglionito di quando avevamo 18 anni ma quello di tipo consapevole , che deriva da una lettura vera delle prospettive ) dobbiamo avere il coraggio di fermare la giostra per qualche anno .

Cosa succederebbe se , per esempio , smettessimo di fare i cazzoni con gli stipendi e cominciassimo a darci a quella pratica oscura che gli antichi chiamavano “Risparmio” ?

Una coppia senza pizze , i-phone , vacanze , H&M , insomma con una vita di pura sopravvivenza ( tipo i nostri genitori ) cosa potrebbe risparmiare in un mese ?

1000 euro ? Quindi 60.000 in cinque anni ? Sarebbe un bel gruzzolo , che se giustamente investito in banca porterebbe negli anni ad avere delle entrate extra rispetto agli stipendi e un domani integrerebbe la pensione , nel caso ce ne daranno una .

Ma l’effetto più importante sarebbe sicuramente il ritorno ad apprezzare il valore dei soldi e la disintossicazione dallo shopping compulsivo che ormai non avvertiamo nemmeno più come un problema .

Dopo aver passato un periodo , chiamiamolo di austerità , come questo  , penso sia molto difficile tornare a scialaquare in Spritz da 6 € cad. lo stipendio e questo

Questo processo lo stiamo già subendo , semplicemente perchè non abbiamo abbastanza soldi per fare tutto quello che vorremmo , ma farlo in maniera volontaria porterebbe autostima e non frustrazione ( e rimpinguerebbe di parecchio il conto in banca ) .

Non male come sfida .

AR

L’alba di un nuovo anno . (Potenzialmente di cacca , ma anche no…)

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Dopo una raffica di anni difficili ( aka “di merda”) come gli ultimi 7-8 , l’esercizio annuale dei buoni propositi diventa particolarmente impegnativo , non si tratta più di impegnarsi a dimagrire , leggere un libro al mese o iniziare a studiare inglese .

No .

Qui si tratta di trovare un modo per uscire dal pantano socio-economico in cui tutti , nessuno escluso , siamo precipitati. Ecco allora che gli obiettivi per l’anno prossimo devono essere di livello superiore e , particolare non secondario , devono essere raggiunti . Pena un’ulteriore passo verso il furgone della caritas o il biglietto aereo per andare a fare il minatore in ucraina .

Per qualcuno potrà sembrare esagerato quanto sopra , in fondo ognuno vive la propria realtà ed è difficile immaginare cosa puo’ succedere se le certezze ( espresse in Euro , ovviamente ) vengono a mancare. Ma se ci si guarda un po’ attorno è impossibile ignorare il fatto che , anche nel ricchissimo nord , la crisi è uscita dai telegiornali ed è entrata nella nostra quotidianità .

Alzi la mano chi non ha 2-3 amici emigrati all’estero per lavorare .

Ora : io come molti altri ho passato la fase della protesta e dell’indignazione verso i politici ( ottenendo 0 risultati , ovviamente ) e sono arrivato ad una soluzione semplice e un po’ banale , forse , ma l’unica che posso mettere in atto : Bisogna che ognuno faccia la propria parte , per quelle che sono le proprie competenze .

Ora , le mie poche e migliorabilissime competenze le ho sviluppate nel settore della termoidraulica e le spendo a favore dei miei clienti che mi chiedono consiglio su questa o quella materia . Ma il numero dei clienti e il poco tempo a disposizione fanno sì che non sia possibile consigliare tutti e spesso vengo a conoscenza dei fatti a “latte versato” .

Ora : se c’è una cosa che detesto dire ad un cliente è ” Cazzo , se me lo avessi chiesto prima evitavi di fare questa porcata ” , perchè del senno di poi son piene le fosse , ma purtroppo mi capita di frequente per i motivi di cui sopra . Quello che serve , allora ,  è uno strumento di comunicazione ed il proposito di Angelo Roversi per il 2015 è proprio questo .

Lo strumento per comunicare con i miei clienti lo state leggendo adesso , ed è un blog .

Sono appassionato di lettura , di informazione , di attualità e di social network . Ma nel settore in cui mi muovo professionalmente questi temi sono totalmente assenti , come vergini in un bordello .

E allora ho deciso di creare questo luogo , dove discutere e affrontare le problematiche di un settore in fortissima crisi quale è quello della impiantistica termoidraulica , patria dell’antica e Nobile arte dell’ Idraulico .

Perchè tengo particolarmente a questa professione , per me ha il sapore dell’infanzia e della memoria essendo cresciuto con Papà idraulico e la reputo una grandissima scuola di vita . Gran parte di quello che ho imparato nel corso della mia esistenza lo devo a questo ambiente che ti insegna “a stare al mondo” in maniera magari un po’ brusca ( l’idraulico medio non è particolarmente delicato nella comunicazione verbale ) ma senz’altro efficace .

Mi piange letteralmente il cuore a vedere il 90 % degli idraulici , uomini veri , ( dal singolo artigiano alla grande azienda ) soffrire maledettamente questa crisi che sembra non volere finire mai .

Ecco : io voglio che quel 90 % diventi prima un 50% e poi un 20 % ( un’idraulico su cinque la crisi se la merita , siamo onesti… ) , perchè conosco perfettamente ogni sacrificio , ogni bestemmia , ogni notte insonne che ha portato un’artigiano a costruirsi la propria attività nel corso di lunghi anni in cantiere per poi oggi vederla sfuggire , impotente , come sabbia fra le dita .

Perchè subiamo la crisi in maniera così feroce ? Si , in parte è l’edilizia in blocco che è crollata ma allora….perchè qualcuno ce la stà facendo comunque ? Perchè mentre molti mangiano pane e cipolla per pagare banche , fornitori e dipendenti , altri allargano gli uffici ?

Il “segreto” stà in due parole magiche : Informazione & Formazione

La gran parte degli installatori di fronte alla proposta di fare un corso di formazione reagisce come un gatto buttato nella vasca da bagno , schizza via veloce come il vento . Perchè non ha tempo , perchè “quelle robe lì” non gli pagano l’occhio e addirittura ( e qui siamo al capolavoro dell’autolesionismo ) perchè “sanno già tutto”.

Ecco perchè nasce questo Blog , per fare da stimolo alla crescita di tutta una categoria che probabilmente , dopo anni di bastonate sui denti , comincia a capire che l’aggiornamento tecnico è fondamentale e non una perdita di tempo .

O quanto meno , io ci provo e faccio la mia parte .

AR