Ehi , Ehi ! Che fine ha fatto la vita che ci era stata promessa ?!?

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DAn Bilzerian 1

Stanotte mi sono svegliato , tutto sudato e mi sono chiesto : “Per quale cazzo di motivo , alla soglia dei 40 anni non sono nemmeno minimamente vicino alla qualità di vita che mi ero immaginato da bambino ? E perchè non lo è neppure nessun conoscente di questa mia generazione ? ”

Ho provato a dare colpa alla crisi , ai cinesi , ad al-qaeda e il loro maledetto 11 settembre , all’immigrazione selvaggia ed al governo ladro .

Ma sono giunto ad un altra conclusione

Ovvero che siamo una generazione di sfigati , di viziati senza spina dorsale , di molluschi in moncler .

E la cosa incredibile è che i nostri genitori si sono pure fatti il culo per permetterci questo .

La parola chiave dei discorsi dei miei genitori era “Sacrificio” .

All’epoca , cioè quando ero bambino , mi spaventava un po’ , la collegavo ai sacrifici umani tipo Abramo e suo figlio Isacco ma in realtà il significato era molto più pratico e meno sanguinolento .

” Facciamo i sacrifici per voi , per farvi studiare , per farvi avere una bella casa etc.etc.” ed era vero , verissimo .

Infatti per i nostri genitori il cambio dell’auto era un’evento epocale (2 volte , max 3 , nella vita causa raggiunti limiti fisici del veicolo ) , la pizza una volta al mese se tutto andava bene , l’aperitivo semplicemente non esisteva .

La loro vita era il lavoro , fastidiosamente interrotto dal tempo libero che era fatto di grandi riunioni familiari alla domenica (per i più audaci magari lo stadio ) , feste di paese d’estate e lunghi inverni davanti alla televisione .

Nessuno si sentiva “povero” perchè questo stile di vita li portava ad accumulare un piccolo\grande gruzzoletto in banca o in immobili che non si sarebbero mai sognati di avere in gioventù.

Nessuno esibiva la ricchezza , tutti esaltavano la virtù del lavoro e della sobrietà .

Per noi è tutto diverso .

Siamo cresciuti con l’idea , sacrosanta , che saremmo stati meglio dei nostri genitori , in fondo non si sono sacrificati proprio per questo ?

Quindi questo vuol dire lavorare meno e godersi di pìù la vita .

Ed è prorpio così che è andata .

L’aperitivo , l’i-phone , la macchina , le “due cazzatine da H&M ” , la pizzata con gli amici , il cinema , la spesa al biologico , il calcetto , la colazione al bar , la pausa pranzo al ristorante etc. etc.
Alzi la mano chi pensa che questi siano Lussi .

Ecco , in un’ipotetica riunione transgenerazionale , le mani alzate sarebbero quelle degli over 60 , non di certo le nostre .

E nonostante questo , noi ci riteniamo “poveri”. Perchè ci manca sempre un qualcosa .

Il viaggio a natale che hanno fatto i nostri amici , la casa che vorremmo , il Range Rover Evoque di sto cazzo che esibisce quella stronza della vicina o le tette nuove di mia cugina che ha sposato quello giusto .

Nel più grande post di tutti i tempi ( http://waitbutwhy.com/2013/09/why-generation-y-yuppies-are-unhappy.html ) questo meccanismo è spiegato alla perfezione .

Il fatto è che noi ci sentiamo in diritto di avere un’esistenza speciale , fin da bambini ci è stato detto ” da grande potrai essere quello che vorrai” , è vero o no ?

E di fronte ad uno stimolo del genere uno a cosa pensa ? Che come minimo deve diventare come Dan Bilzerian ( se non conosci Dan Bilzerian , evita di farti del male cliccando quà https://www.facebook.com/danbilzerianofficial?fref=ts ) , non di certo a fare un’onesta vita da lavoratore .

Ecco , il punto è prorpio questo : noi abbiamo delle aspettative enormi nei confronti della nostra esistenza .

Ci aspettiamo che succedano cose importanti , che la nostra carriera lavorativa sia uno scoppiettare di successi e che la nostra vita amorosa sia una cavalcata trionfale nel giardino dell’eden . Il tutto , magari , senza sbattersi troppo che altrimenti “che cazzo vivi a fare se lavori e basta ?”.

Sfortunatamente per noi , la formula della felicità è e rimane sempre la stessa :

FELICITA’ = REALTA’ – ASPETTATIVE .

Se le realtà nella quale viviamo non è all’altezza delle aspettative che ci siamo creati ( nel nostro bel cervelletto anni ’80 , tutto spot e donnine sorridenti ) le cose non si mettono bene .

L’esatto opposto dei nostri genitori , che non si aspettavano niente dalla vita e si sono ritrovati nel benessere grazie al mix sacrifici + duro lavoro .

Adesso che la nostra generazione si affaccia ai 40 comincia lentamente a prendere coscienza del fatto che le lancette scorrono sul serio , che non siamo più ventenni con tutta la vita davanti e che quello che abbiamo combinato fin qui non ha corrisposto le nostre famose aspettative .

Quindi ? che si fà adesso , cari amici della mia generazione di Cicale ?

La risposta pare essere proprio quella parola che da bambino mi spaventava tanto e che , a dire il vero , mi spaventa ancora oggi : Sacrifici .

Il nostro stile di vita è semplicemente insostenibile e se vogliamo tornare a guardare al futuro con un po’ di ottimismo ( non quello rincoglionito di quando avevamo 18 anni ma quello di tipo consapevole , che deriva da una lettura vera delle prospettive ) dobbiamo avere il coraggio di fermare la giostra per qualche anno .

Cosa succederebbe se , per esempio , smettessimo di fare i cazzoni con gli stipendi e cominciassimo a darci a quella pratica oscura che gli antichi chiamavano “Risparmio” ?

Una coppia senza pizze , i-phone , vacanze , H&M , insomma con una vita di pura sopravvivenza ( tipo i nostri genitori ) cosa potrebbe risparmiare in un mese ?

1000 euro ? Quindi 60.000 in cinque anni ? Sarebbe un bel gruzzolo , che se giustamente investito in banca porterebbe negli anni ad avere delle entrate extra rispetto agli stipendi e un domani integrerebbe la pensione , nel caso ce ne daranno una .

Ma l’effetto più importante sarebbe sicuramente il ritorno ad apprezzare il valore dei soldi e la disintossicazione dallo shopping compulsivo che ormai non avvertiamo nemmeno più come un problema .

Dopo aver passato un periodo , chiamiamolo di austerità , come questo  , penso sia molto difficile tornare a scialaquare in Spritz da 6 € cad. lo stipendio e questo

Questo processo lo stiamo già subendo , semplicemente perchè non abbiamo abbastanza soldi per fare tutto quello che vorremmo , ma farlo in maniera volontaria porterebbe autostima e non frustrazione ( e rimpinguerebbe di parecchio il conto in banca ) .

Non male come sfida .

AR

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4 pensieri su “Ehi , Ehi ! Che fine ha fatto la vita che ci era stata promessa ?!?

  1. Sarebbe troppo scontato dirti che ti stimo, ma ci troviamo in un punto di non ritorno. Tanti mattoni nel muro. Non abbiamo scampo, qualcuno ha già tirato lo scarico e sta brindando con il ns sangue. Ti saluto

    Liked by 1 persona

  2. Bah , io penso che sebbene siamo condannati a vivere una vita di regresso economico possiamo evitare di focalizzarci solo su quello . In fin dei conti possiamo riscoprire attività low cost e a km zero , visto che non abbiamo i soldi per girare il mondo .
    Dobbiamo imparare l’arte di accontentarci , senza lamentarci e il resto vien da sè.

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  3. Ciao, arrivo a leggere questo tuo post dopo aver trovato quello che hai scritto su Manenti (sono un preoccupatissimo tifoso del Parma) e …mi trovo in tutto quella che dici, parola per parola…
    Passati i 30 ti rendi conto che tutto quello che hai immaginato in adolescenza rimarrà, ahimè, solo immaginazione, altro che “mi laureo, inizio a lavorare e dopo qualche anno di gavetta potrò permettermi tutto ciò che voglio”, la realtà è che dopo la laurea è già tanto essere riuscito a firmare un contratto a tempo indeterminato, contratto che alcuni ex colleghi dell’università (che purtroppo vengono sballottati a destra e a manca con fantastici contratti a progetto) vedono addirittura come un traguardo di incredibili proporzioni…
    Ma alla fine ti rendi anche conto che comunque non ti manca nulla, e la felicità, come hai scritto anche tu, è solo una questione di prospettiva (il classico punto di vista “lavoro esattamente quanto lui se non di più, ma perchè quello lì si può permettere l’X5 e io no?”), quindi si cerca di accontentarsi di quello che si ha e si vive meglio…
    Ma attenzione al discorso dell’ “accontentarsi”, perchè se da un lato ti fa vivere senza patemi, dall’altro rischia di farti adagiare e rinunciare ad ambire a qualcosa di meglio, ma qui si cade in un altro argomento, quello delle scelte, di come si sceglie di vivere e dell’approccio che si vuole avere in ogni situazione che ci troviamo di fronte (rischiare, osare, attendere, osservare, evitare, passarci sopra, ecc).
    Grazie del post.

    Un saluto

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